Nicolò Montenegro

20 marzo 1839 – 12 marzo 1879

TIPOLOGIA

Tomba

ANNO

1879 ca

AUTORE

n.d.

Patriota e garibaldino

La sua traccia indelebile: lottò per l’unità d’Italia e la libertà di pensiero.

Fondatore de ‘La Giovine Italia’, il suo coraggio vive nel monumento che ne custodisce

Ascolta o leggi

Nicolò Montenegro nacque in Andria il 20 marzo 1839.
Mandato a studiare giurisprudenza a Napoli aderì al movimento mazziniano e, successivamente, prese parte alla spedizione dei Mille nel corpo dei volontari guidato dal concittadino Federico Priorelli.

A Barletta nel 1875 fondò La Giovine Italia, giornale popolare educativo. Morì a Brindisi il 12 maggio 1879 ma l’atto di morte è stato redatto in Andria il giorno successivo, dove il suo cadavere fu subito trasportato per la sepoltura.

Non appena si diffuse la notizia della sua sepoltura nel cimitero di Andria, il parroco di S. Domenico si premurò di segnalare al sindaco D. Riccardo Marchio che Montenegro non avrebbe potuto avere sepoltura nel camposanto in quanto non credente.

A questa nota fece seguito una lettera del vicario del che chiedeva di dissotterrare il suo cadavere per spostarlo nell’attiguo cimitero dei neonati senza battesimo, degli impenitenti e delle persone di altra credenza.

Il sindaco, quindi, rispose al vescovo che il cimitero era di proprietà del municipio e che a norma di legge la competenza in materia di sepoltura apparteneva all’Autorità Civile.

Così la vicenda si concluse con la concessione perpetua di un suolo comunale ubicato, forse di proposito, proprio nei pressi della cappella comunale, nel quale fu sepolto Niccolò Montenegro.

Sulla sua tomba fu eretto il monumento funebre tutt’ora esistente.

La tomba, caratterizzata da forme e linee semplici, è costituita da un basamento da cui si erge blocco unico in pietra coperto da un timpano con il cristogramma, circondato da una corona, e con terminali fitomorfi.

Sul fronte principale, oltre alla foto del defunto, è scolpita una “vanitas” ovvero una clessidra alata.

Tale simbolo rappresenta una meditazione sul tempo che passa, sulla brevità della vita. Le ali costituiscono un rinforzo rispetto all’immagine del tempo che scorre, già contenuta nella clessidra.

Potremmo tradurre questa immagine con il detto latino: “tempus fugit”, il tempo fugge.

L’iscrizione scolpita al centro della lapide recita:
” XII MAGGIO MDCCCLXXI9
NICOLÒ MONTENEGRO
PRODE DEL PENSIERO E DELL’AZIONE
ALLA FAMIGLIA PER LA PATRIA DEVOTO
ALLA PATRIA PER L’UMANITÀ
ESEMPIO DI ANTICA FEDE
NEI DESTINI D’ITALIA
LA MADRE SUPERSTITE E LA VEDOVA
PERCHÈ NEI FIGLI CHE LASCIÒ PARGOLETTI
RIVIVA LA SUA VIRTÙ”