Medico, Capitano del Regio Esercito e Sindaco di Andria
La sua traccia indelebile: medico dei più poveri e sindaco di Andria, dedicò la sua breve ma intensa vita alla cura dei bisognosi e alla lotta per la giustizia sociale.
La sua nobiltà d’animo restituì la libertà a Giuseppe Di Vittorio
La tomba della famiglia Mazzone presenta un basamento quadrangolare in pietra che ospita alcuni loculi.
Da questo piano si erge una stele tronco-piramidale al termine della quale è scolpita una croce greca.
Nella parte centrale è incisa, ad opera di A. Del Mastro, un’epigrafe che recita:
” AGLI UMILI E AI SOFFERENTI SIA AFFIDATA LA CASTA MEMORIA DI FRANCESCO MAZZONE DOTTORE IN MEDICINA E CHIRURGIA
CAPITANO DEL REGIO ESERCITO DIRETTORE DELL’OSPEDALE MILITARE DI MARSA-SUSA
MEDICO PROVINCIALE DI SIRACUSA E CATANIA
SINDACO DI ANDRIA DAL 1920 AL 1921
NELLA VITA PUBBLICA E PRIVATA CAVALIERE DI GENTILEZZA E DI AMOR
20 FEBBRAIO 1887-24 FEBBRAIO 1923”
Figlio di un benestante commerciante di derrate alimentari, Francesco Mazzone frequentò l’Università di Torino dove poi si laureò in medicina.
Fu inviato come capitano medico in Libia. Rientrato, esercitò nella nostra città la sua professione meritandosi il soprannome di “medico dei contadini poveri”.
Nel frattempo portò avanti la militanza nel partito socialista fino a diventare sindaco di Andria dal 1920 al 1921. Rimase in carica solo un anno a causa di una grave malattia che lo portò alla morte il 1923 all’ età di 36 anni.
Rifiutò di candidarsi alle elezioni politiche per permettere a Giuseppe Di Vittorio, in quel periodo in carcere per motivi politici, di uscire dalle patrie galere in quanto eletto in Parlamento.