Generale Medico e Professore Universitario
La sua traccia indelebile: da Generale medico salvò numerose vite in guerra introducendo la vaccinazione anticolerica.
Sostenitore dell’Università di Bari, dedicò la vita alla medicina e all’insegnamento.
La tomba della famiglia Bonomo ospita le spoglie del Generale Lorenzo Bonomo.
Nato ad Andria il 4 ottobre 1857, completò gli studi secondari con successo e si iscrisse alla Facoltà di Medicina della Regia Università di Napoli.
Nel 1884 diventò sottotenente medico e nei primi anni della carriera militare intraprese una fervida attività scientifica e tecnica al servizio dell’Esercito e dei suoi settori assistenziali e sanitari.
Durante la grande guerra fu mobilitato nel 1915 come colonnello direttore di Sanità dell’XI Corpo d’Armata.
In questa sua funzione applicò per primo la vaccinazione anticolerica riuscendo ad isolare il morbo e ad arrestarne il contagio tra le sue truppe.
Nel dicembre 1915 fu nominato Direttore di Sanità della III armata e subito promosso maggior generale per merito di guerra.
Nel febbraio 1917 fu assunto alla carica di Ispettore Generale Medico dell’Esercito Mobilitato.
Dalla stessa data occupò sino al termine della guerra la carica di Presidente della Commissione Ispettiva di Profilassi.
Sostenne con la sua forte fede nel sicuro domani l’istituzione della Università a Bari. Nella nuova Università tenne, fino alla sua morte e assai degnamente, l’insegnamento di medicina operatoria.
Esercitò largamente la professione e fu decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
La cappella della famiglia Bonomo si distingue dalle altre cappelle per il suo stile architettonico.
Quest’ultimo lascia ipotizzare che la stessa sia stata realizzata tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento in quanto sul fronte principale presenta una scritta realizzata con carattere in Stile Liberty.
Dal punto di vista planimetrico la cappella si è costituita da un unico vano a pianta centrale.
La facciata, invece, presenta un portale di accesso, sopraelevato rispetto al piano stradale di due gradini, e sormontato dalla lapide con la scritta di cui sopra e da una bifora dal profilo lineare.
La parte superiore della facciata è coronata da un fregio geometrico che corre lungo gli spioventi.