Sacerdote della “Congregazione del Sacro Cuore”, parroco nel Bolognese.
Partigiano nelle file della Resistenza Italiana, in Emilia Romagna.
Il 4 ottobre 1944, ai soldati che avanzavano, armi spianate, verso la sua chiesa piena di rifugiati, va incontro letteralmente a petto scoperto, evitando una strage.
Sacerdote della “Congregazione del Sacro Cuore”.
Parroco di tre borgate: Malfolle, Pioppe di Salvaro e Sibano in provincia di Bologna dal 27 dicembre 1942.
Durante i drammatici mesi del 1944, ospitò in canonica molte famiglie, senza alcuna distinzione.
Operò per tenersi buoni i militari, per consigliare prudenza ai partigiani e per salvare i rastrellati.
Il 29 settembre 1944 venne egli stesso rastrellato e detenuto per due giorni, assieme a don Giovanni Fornasini arciprete di Sperticano.
Il 4 ottobre 1944 riuscì a mettere in atto, per salvare la sua gente terrorizzata, un capolavoro di carità pastorale e di talento diplomatico.
Ai soldati che avanzavano, armi spianate, verso la sua chiesa zeppa di rifugiati, andò incontro letteralmente a petto scoperto.
Fu evitata una strage.
Riconosciuto partigiano nella Brigata Stella Rossa “Lupo” dal 1° settembre 1944 alla Liberazione.